Di solito quelli che leggono o citano l’immenso 1984 di George Orwell sono preoccupati del Grande Fratello per quanto concerne l’aspetto di controllo visivo di tutto e tutti in ogni momento.
“Siamo spiati” si dice se vediamo la telecamera di una banca.
“Il grande fratello ci controlla” diciamo riferendoci ad un’intercettazione telefonica e via dicendo.
Quello che invece a me ha sempre inquietato maggiormente di quel libro è la Neolingua. Orwell infatti, nella sua genialità, inventò la Neolingua, nuove parole e nuove circonlocuzioni usate per negare, nascondere, cambiare…sia il passato che il presente. La Neolingua inoltre impediva alla gente di esprimere concetti contrari a quello del Grande Fratello di fatto arrivando a far sì che la gente neanche più li pensi.
Purtroppo non viviamo in un racconto di Orwell e nessuno di noi è stato così bravo da creare una Neolingua così precisa, ma ci hanno provato.
Ci provano tutti i giorni e spesso funziona.
La Neolingua utilizzava parole completamente nuove o storpiava, ad esempio con l’uso dei prefissi, parole già esistenti.
La pseudoneolingua che ci stanno inculcando utilizza parole che conosciamo ma le svuota di ogni significato, oppure usa parole straniere per indicare abitudini italiane, in modo che la gente ne risulti confusa e annebbi, smussi, il vero significato di queste parole.
Come già dicevamo ad esempio ormai è sulla bocca di tutti il termine “escort”. Nessuno utilizza mai la parola prostituta o le sue accezioni più triviali. No, viene sempre usato il termine inglese…che però inserito in una conversazione italiana sembra raccontarci di qualche cosa di più soft, meno volgare. Qualcosa addirittura di classe, uno status symbol a cui ambire.
O la parola “comunista” che ormai non sta più ad indicare qualcuno che appartiene ad un partito comunista o che comunque ha delle idee di uguaglianza e di solidarietà tipiche della sinistra occidentale. L’uso spasmodico e fuori luogo del termine ha portato ad assegnargli quasi la connotazione di “rompicoglioni”. De facto, se una persona cerca di fare un discorso completo e articolato parlando di diritti e di giustizia viene tacciato come “comunista”, come per chiudere il discorso senza diritto di replica. “Sei un comunista e di conseguenza è inutile parlare con te perché non cambieresti idea”. Queste frasi sono all’ordine del giorno e sono inquietanti in maggior misura se si pensa che in realtà è spesso chi le pronuncia che non ha intenzione di cambiare idea e che quindi sarebbe meglio non parlare con lui.
Pare quasi inutile ad esempio citare le “missioni di pace” che spesso e volentieri nascondono dietro queste splendide parole semplicemente delle azioni di guerra o di controllo di territorio straniero. E’ solo grazie a giri di parole del genere che l’attuale classe politica, riesce spesso a convincere l’opinione pubblica che il loro operato è legale e di alto livello.
Come già dissi qualche post fa credo che sia importante, in ogni situazione, ricominciare ad usare la Veralingua. Anche se sembra volgare, anche a rischio di sembrare antipatici e venire emarginati. Chiunque oggi voglia cambiare qualcosa, voglia scardinare l’attuale potere gestito da personaggi di infimo livello, da persone che a malapena conoscono le leggi dello Stato che amministrano e che spesso le infrangono arrogantemente DEVE ricominciare a dare ad ogni parola il suo giusto significato e DEVE avere il coraggio di rispondere parola su parola a quel che accade!
Se un politico insulta la gente velatamente, di nascosto, con le sue Neoparole allora occorre avere il coraggio di insultare quel politico con Vereparole.
Riappropriamoci della nostra dignità di cittadini e non di sudditi riappropriandoci della nostra capacità e voglia di parlare, di esprimerci, di urlare le nostre idee ed opinioni!!!
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